Gli allevatori si affidano a S. Antonio

 

Si è ripetuta nell'alta valle del Senio la festa del protettore delle "bestie grosse".

Si è svolta domenica nella parrocchia di Baffadi la festa di S. Antonio, la più importante della vallata del Senio, alla quale seguiranno, di domenica in domenica, analoghe celebrazioni nelle altre parrocchie Casolane.

E' questa la festa più sentita nelle campagne, dove S. Antonio Abate è da sempre il santo più amato per la benevolenza accordata nella protezione degli animali. Una benevolenza alla quale, visto ciò che sta succedendo nelle stalle italiane, gli agricoltori sembrano fare quest'anno un particolare appello.

La festa di S. Antonio è tra quelle che meno hanno ceduto alle esigenze consumistiche e a un folklorismo di maniera, mantenendo inalterati i riti funzionali da secoli alla società contadina. Non tanto nella benedizione pubblica degli animali o nella lotteria del porcellino, piuttosto nei riti religiosi e domestici del mattino che iniziano con la distribuzione, da parte dei priori laici al termine delle messe, del pane benedetto e delle immagini del Santo, raffigurato secondo la tradizione con una lunga barba bianca (morì a 105 anni) ed un contorno di animali. Una parte del pane viene fatto assaggiare a tutti gli animali dell'azienda, sia direttamente che mescolato a quanto consumano abitualmente, mentre l'altra parte entra nel pranzo rituale di mezzogiorno.

Tutti i componenti la famiglia ne mangiano un poco, in una comune di richiesta di protezione che nell'economia rurale continua a legare uomini ed animali, soprattutto le "bestie grosse" della stalla (vacche , mucche e vitelli). Ed allo stesso modo, mentre l'immagine piccola di S. Antonio viene conservata in casa, quella più grande viene affissa nella stalla, sovrapponendola a quelle degli anni precedenti, perché la tradizione vieta di asportarle.

Chi è entrato in edifici rurali abbandonati avrà senz'altro notato che nelle stalle il segno più appariscente della vita passata sono le macchie colorate di strati sovrapposti di immagini di S.Antonio che appaiono curiose testimonianze di un'economia, quella rurale, appesa al filo delle sorti delle bestie della stalla, ieri come oggi.

Beppe Sangiorgi Il Resto del Carlino del 23 gennaio 2001